Recensione di “Natale a Pemberley” – AA. VV.

Buongiorno lettori!
Oggi ho il piacere e l’immenso onore di parlarvi di questa antologia che, sin dalle prime pagine, ha conquistato il mio cuore. Si tratta di un romanzo storico Regency che, idealmente, si riallaccia alle vicende narrate in Orgoglio e Pregiudizio, nato dalla illustre penna di Jane Austen.
Senza tediarvi troppo su chi sia Jane Austen e su quanto questa autrice inglese abbia influenzato la narrativa mondiale, passo a descrivervi direttamente l’antologia.
Scritta da numerose personalità italiane, presenti da tempo nel panorama letterario, quindi già avvezze al genere, la simpaticissima trama parte da un presupposto impensabile per i lettori, addirittura scandaloso: Elizabeth è fuggita, nessuno sa dove sia e l’imminente matrimonio con Mr. Darcy è in pericolo! Fortuna che la giovane Georgiana, sorella di Darcy, rifiuti di abbattersi! Organizza una festa di Natale sontuosa, ricca di addobbi e di ospiti, tentando così di alleviare le pene del fratello e di andare a fondo della questione spinosa circa la sparizione dell’adorata quasi-cognata.
Come si afferma nel prologo, in tanti hanno provato a dare un seguito alla storia originale, scegliendo addirittura di proiettarlo su sfondi come l’horror, il giallo e il paranormal. Personalmente, ho sempre evitato di leggerli, perché temevo avrebbero guastato, in qualche maniera, l’ideale epilogo che si era formato nella mia mente di fan già da tanto tempo.
Sotto tale aspetto, la lettura di questo libro non mi ha affatto delusa. Al contrario mi ha riportata, senza indugio e molto più a fondo di quanto mi aspettassi, tra le pieghe storiche della relazione amorosa di Lizzie e Darcy, per di più con una naturalezza davvero straordinaria.
Perché diciamolo, i nostri autori Regency, Victorian o comunque storici, non sono secondi a nessuno. Gli artefici di questa raccolta rappresentano l’eccellenza italiana non solo perché conoscono, per averlo studiato, il periodo nel quale la storia è ambientata, ma soprattutto perché quelle loro conoscenze non restano sterili descrizioni su carta, ma prendono vita. Personaggi, abiti, manierismi, tradizioni assumono colore e spessore, sembrando reali, vividi come non mai, appassionanti e vibranti di un calore unico.
Inoltre, mi vorrei congratulare per la bravura di ciascuno di loro non solo nello scrivere la propria parte, ma anche per aver tenuto fede a un filo narrativo comune, che si dipana con grazia e sapienza, fino a giungere al divertente, imperdibile finale.
Ho adorato ritrovare personaggi minori come Mary, la pedante sorella minore di Lizzie, o come la figlia deboluccia di Lady De Bourgh. Sotto quest’ottica, trovo geniale la decisione di dedicarsi a loro e non ai più famosi Elizabeth e Darcy, sui quali comunque la Austen aveva detto, forse, tutto ciò che c’era da dire di importante.
Difficile scegliere un racconto su tutti: forse quello relativo al colonnello Fitzwilliam, perché questo personaggio mi è sempre stato caro. Oppure quello sul mio adorato Capitano Wentworth, il cui carattere spigoloso verrà mitigato dal lavoro, prima che possa ricongiungersi alla sua adorata Anne in Persuasione, altro capolavoro della Austen. È pur vero che, nella giostra di volti e nomi, scegliere è tanto difficile quanto inutile. I personaggi, sia austeniani sia inventati, sono tutti ben delineati, con un background che si intravede appena e già incuriosisce, e ognuno svolge un ruolo che, per quanto di contorno, rende l’intera storia unica. Non oso neanche immaginare l’immane mole di lavoro servita per confezionare il libro e organizzare il tutto: credo che questi autori ci siano riusciti solo grazie al profondo rispetto che nutrono l’uno verso l’altro e alla professionalità che li contraddistingue, singolarmente quanto in gruppo.
Il risultato di tanta loro fatica è impressionante. Gli stili personali, forgiati nel tempo e con cure amorevoli, oltre che con lunghe, minuziose ricerche, si amalgamano, si rincorrono e si accompagnano, creando un senso di unitarietà assolutamente credibile.
Riguardo a me, non vedo l’ora di avere tra le mani il volume cartaceo, per sistemarlo nella mia libreria e dargli il posto che merita: quello accanto alla Maestra, della quale si sono dimostrati non più talentuosi allievi, ma abili e competenti colleghi.
Consigliatissimo!