“La carta da parati gialla”, di Charlotte Perkins Gilman – la recensione

Interiorità ed esteriorità si pongono sui due piatti di una medesima bilancia, che ha la forma della nostra anima e che, costantemente, ricerca un equilibrio che permetta ai due pesi di controbilanciarsi al meglio. Questa condizione ideale (ma spesso utopica) non riesce sempre a concretizzarsi, lasciando - sovente - alcuni individui in piena balìa delle emozioni e dell'irrazionale.
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“Nettlesfield”, di Antonella Vitali – la recensione

"Nettlesfield" è un romanzo per chi ricerca un sospiro sepolto dallo scorrere del tempo, per chi sceglie coscientemente di dedicare del tempo a rispondere ai perché, per chi ha compreso - crescendo - il valore di una promessa e che prima di pronunciarne una a cuore aperto soppesa cause e conseguenze, sottraendosi a un facile sorriso in favore della verità.
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“Monte Uccellino”, di Marco Bosio – la recensione

Monte Uccellino è un tuffo delicato che conduce indietro nel tempo, tra le memorie di una scrittura accorta, precisa, sfumata nei giusti punti; Marco Bosio ci racconta una storia che ha il sapore della favola, il retrogusto della leggenda, l’incalzante ritmo di una ballata. Monte Uccellino è una nenia che incanta il lettore, rapendolo con movimenti sinuosi e delicati, con la sapienza di una Shahrazād che tesse storie partendo dalla semplicità...
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#RagazziTraLePagine: “Diario di un addio”, di Andrea Terreni – la recensione

Andrea Terreni ci offre la propria testimonianza della memoria, degli affetti, della coerenza - regalandoci, al tempo stesso, la sua idea della verità, della fatalità, della vita. Una lettura, quella di Diario di un addio, che forse proprio per la sua brevità risulta ancor più potente e devastante, magnetica e interessante: uno sguardo acuito sul valore dell'ultimo respiro di ciascuno di noi.
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“Ma perché non te ne vai?”, di Christian Coduto – la recensione

"Ma perché non te ne vai?" è una storia spontanea, delicata e - al contempo - densa, seppur nella sua scorrevolezza. Lo scambio e l'arricchimento tra ciò che è passato e ciò che sarà, lo scioglimento delle barriere (anche se lieve, anche se - forse - non completo) e la maturazione dei caratteri che avviene per mezzo di smussamenti, cadute e perdono lo rendono una lettura consigliata.
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#RagazziTraLePagine: “La chiave misteriosa e il segreto che svelò”, di Louisa May Alcott – la recensione

Strizzando l’occhio a una narrazione classicheggiante, tra le cui righe riecheggia senza fatica il sapore arcano di una leggenda, la Alcott costruisce un’impalcatura interessante, che mostra un lato meno noto, ma non per questo meno apprezzabile, del suo stile letterario. Abbandoniamo, quindi, il ricordo delle delicate e familiari vicissitudini della tetralogia delle Piccole donne per accogliere questo testo affascinante, che ha il suono di un sussurro tra le ombre.
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“La figlia di Mr Bennet”, di Timothy Underwood – la recensione

La figlia di Mr Bennet di Timothy Underwood è un romanzo incentrato con coscienza su alcune delle principali figure femminili di Orgoglio e Pregiudizio. Gli uomini - eccezion fatta per Mr Bennet - sono posti al perimetro e, sovente, hanno una caratterizzazione quasi manichea, difficilmente malleabile; restano immobili e sedimentati dentro loro stessi.
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