“Zenit e la poetica delle cose”, di Rossana Orsi – la recensione

Un piccolo volume per chi è pronto a grandi sbalzi, per chi non ha timore di rivendicare la propria arcana profondità, per chi ha sempre la forza di guardarsi allo specchio confrontandosi con le paure, i fallimenti, i nei e la sabbia nella clessidra; una voce - quella di Rossana Orsi - che suonerà come l'eco dolce di una pioggerella autunnale, il cadere di una foglia dorata, lo sfrigolio della fiamma pronta a scaldare i corpi soli nelle notti di battiti solitari...
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“Confessioni”, di Ada Negri – la recensione

Piccoli flash, intime riflessioni, la descrizione rapida eppure accorta di aspetti più o meno ombrosi dell'animo umano e del suo agire, attraverso le quali emerge non senza difficoltà la propensione della stessa autrice per la poesia, il tocco lieve che la separa dalla prosa.
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“Omicidio all’inglese”, di Verity Bright – la recensione

Centrale e davvero apprezzabile - soprattutto se si considera il periodo storico e culturale entro cui Omicidio all'inglese è ambientato (siamo nel 1920) - è la tenace audacia e la cosciente consapevolezza della figura femminile, protagonista e chiave di volta dell'intera narrazione: il personaggio di Lady Eleanor Swift si distacca dalla tradizione letteraria precedente, portando sulla pagina l'essenza femminista che è anche cifra stilistica della Vintage Editore e che ne rappresenta l'essenza, l'intento e la forza intellettuale.
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“La carta da parati gialla”, di Charlotte Perkins Gilman – la recensione

Interiorità ed esteriorità si pongono sui due piatti di una medesima bilancia, che ha la forma della nostra anima e che, costantemente, ricerca un equilibrio che permetta ai due pesi di controbilanciarsi al meglio. Questa condizione ideale (ma spesso utopica) non riesce sempre a concretizzarsi, lasciando - sovente - alcuni individui in piena balìa delle emozioni e dell'irrazionale.
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“Nettlesfield”, di Antonella Vitali – la recensione

"Nettlesfield" è un romanzo per chi ricerca un sospiro sepolto dallo scorrere del tempo, per chi sceglie coscientemente di dedicare del tempo a rispondere ai perché, per chi ha compreso - crescendo - il valore di una promessa e che prima di pronunciarne una a cuore aperto soppesa cause e conseguenze, sottraendosi a un facile sorriso in favore della verità.
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“Monte Uccellino”, di Marco Bosio – la recensione

Monte Uccellino è un tuffo delicato che conduce indietro nel tempo, tra le memorie di una scrittura accorta, precisa, sfumata nei giusti punti; Marco Bosio ci racconta una storia che ha il sapore della favola, il retrogusto della leggenda, l’incalzante ritmo di una ballata. Monte Uccellino è una nenia che incanta il lettore, rapendolo con movimenti sinuosi e delicati, con la sapienza di una Shahrazād che tesse storie partendo dalla semplicità...
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